SOIF

ONDES TITRE PROVISOIRE

opera recitata, cantata e danzata

Tre strane figure, probabilmente disertori, chiamate dall’invisibile e accompagnate da una quarta, che le osserva e le guida, si ritrovano in un rifugio abbandonato per offrire le loro voci, i loro corpi, per trasmettere una NuovaMitologia – o NuovaInformazione – attraverso una cerimonia che è stata loro suggerita in modo incomprensibile.

All’origine di SOIF c’è un grande desiderio di giocare e di fare del gioco un mezzo per andare verso l’ignoto.

crediti  : Eva Blanchard / fontana, settembre 2023

Ispirandoci al nome dato dalla stampa francese alla controversia scientifica che, a cavallo degli anni ’90, coinvolse l’Unità 200 dell’INSERM, allora diretta dal dottor Jacques Benveniste, desideriamo giocare con la «Memoria dell’Acqua».

Giochiamo con gli elementi che fondano un'esperienza umana in un momento di crisi e - forse - di transizione nella comprensione del mondo.

Giochiamo con le fondamenta della conoscenza occidentale interessandoci al fenomeno della scoperta.

Giochiamo con diversi linguaggi: quello della razionalità scientifica, quello dell'inconscio mitologico, quello del sogno e della credenza.

Giochiamo anche con le origini del teatro occidentale: ispirata alla struttura della tragedia antica, questa proposta si articola, come una spirale, sull’alternanza di elementi ricorrenti – cori, episodi, visioni.

crédits : Eva Blanchard / laboratoire de recherche au Rebours Résidences Artistiques, juin 2023

Il palcoscenico è concepito come un luogo di passaggio, deserto o incompleto, un laboratorio dotato degli strumenti necessari per condurre esperimenti e sviluppare conoscenze. Attraversare uno spazio in cui presenze, percezioni e realtà si sovrappongono per cercare di discernere ciò che tace nelle cavità: è questa la direzione che prende il nostro lavoro. Attraversare la complessità e giungere alla semplicità è il nostro obiettivo. Sotto certi aspetti, la semplicità può essere sconcertante.

L'Acqua è un mistero.

CAST

Scritto e Diretto da
Jules Benveniste

Con
Bruno Abraham-Kremer, Eva Blanchard, Livia Vincenti

Choreograpfie
Livia Vincenti

Luci
Michel Abdallah

Suono
Étienne Martinez

Scenografie e Costumi
Andréa Warzee

Produzione
Steven Cayrasso

Amministrazione
Caroline Otupal

Con la partecipazione di
Mathilde Domarle, Violetta Latte, Rainer Sievert

COMITATO SCIENTIFICO

Frédérique Rémy
Bernard Sudan
Jacques Verron

Durata : 80 minuti
Pubblico : dai 13 anni in su

“È buio. La strada è troppo lunga per tornare indietro e sento delle voci intorno a me. È buio. La Conoscenza si è prosciugata nell’assenza di attenzione per le cose più piccole che si nascondono proprio dietro ciò che pensiamo di aver imparato a vedere senza averle mai guardate. Tre bestie mi stanno di fronte. Non le vedo, le sento. Le mie orecchie osservano, diventando i miei occhi. È buio.”

PRODUZIONE Bougier TOTO

CO-PRODUZIONE HEXAGONE – Scène Nationale de Meylan ; L’Odysée/L’Autre Rive – Eybens ; Direction Culturelle - Université de Lille

CON IL SOSTEGNO DI Centquatre – Paris, Leurre//Labo – Granville, TNP – CDN Villeurbanne, Théâtre Jean Marais – Saint-Fons

RICERCA Nouveau Grand Tour 22 - Institut Français Italie, automne 22, 30 jours (individuelle) ; Le Rebours Résidences Artistiques, juin 23, 5 jours (collective)

SCRITTURA La Chartreuse - CNES, La Mama Umbria International – nell’ambito del porgetto ACHENES - Culture Moves Europe. La fase di scrittura ha beneficiato del supporto di un comitato scientifico dedicato e del GAES (Gruppo Artistico di Sperimentazione Scientifica) n. 3, istituito dall'HEXAGONE – Scène Nationale di Meylan e dal Quai des Savoirs di Tolosa.

SOIF ha ricevuto una nomination al Prix Incandescences 2024 - Sezione Maquettes, Théâtre des Célestins e TNP nel giugno 2024.

crediti : Eva Blanchard / idem